Il modello C3 è il documento con cui la Polizia registra formalmente una domanda di protezione internazionale in Italia. Non è la decisione sulla domanda e non sostituisce il colloquio successivo con la Commissione Territoriale.
Dove inizia la procedura?
Puoi manifestare la volontà di chiedere protezione internazionale alla Polizia di Frontiera quando arrivi in Italia oppure all’Ufficio Immigrazione della Questura. La Polizia procede all’identificazione, al fotosegnalamento e alla registrazione della domanda.
Che cos’è il colloquio per il C3?
Durante la compilazione un funzionario raccoglie informazioni sulla tua identità, situazione personale e familiare, luoghi in cui hai vissuto, viaggio verso l’Italia e motivi per cui hai lasciato il tuo Paese. Ti verrà chiesto anche che cosa temi in caso di ritorno.
Puoi consegnare il passaporto, se lo hai, e altri documenti utili: memorie scritte, certificati medici, fotografie o prove collegate alla tua storia. Se non capisci una domanda, chiedi subito che venga spiegata.
Hai diritto a un interprete
Durante la compilazione del C3 hai diritto all’assistenza di un interprete in una lingua che comprendi. Il servizio non deve essere pagato da te. Prima di firmare, chiedi di rileggere o di farti tradurre ciò che è stato scritto e segnala eventuali errori.
Cosa contiene il modulo?
In genere comprende:
- dati anagrafici, nazionalità e documenti disponibili;
- informazioni sulla famiglia, gli studi, il lavoro e le lingue conosciute;
- percorso di viaggio e precedenti soggiorni;
- motivi della fuga e rischi temuti in caso di rimpatrio;
- domicilio e contatti in Italia.
Il racconto deve essere il più possibile completo e fedele. Se non ricordi una data esatta, dillo invece di inventarla.
Cosa succede dopo la firma?
Il modello viene firmato da te, dal funzionario di Polizia e dall’interprete. Hai diritto a ricevere una copia del C3 firmato e dei documenti depositati. La Questura rilascia la documentazione che attesta la tua posizione di richiedente e gestisce il permesso per richiesta asilo secondo la procedura prevista.
La domanda viene poi esaminata dalla Commissione Territoriale, che ti convocherà per un colloquio personale. Comunica sempre ogni cambio di domicilio: perdere una convocazione può avere conseguenze importanti.
Se la procedura non si è conclusa, in generale puoi lavorare trascorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda, purché il ritardo non dipenda da te. L’accesso all’accoglienza e agli altri servizi dipende dalla tua situazione e dalle regole applicabili.
Da ricordare
- Non firmare senza aver compreso il contenuto.
- Conserva con cura la copia del C3 e tutte le ricevute.
- Chiedi subito assistenza legale qualificata se mancano informazioni importanti o trovi errori.
Per approfondire consulta la Guida pratica ufficiale per richiedenti protezione internazionale.





