Nuove regole sull’asilo: cosa cambia alle frontiere italiane

Di Rebecca Di Matteo

Dal 12 giugno 2026 sono ufficialmente diventate applicabili molteplici disposizioni del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che vanno a modificare alcuni dei meccanismi utilizzati dagli Stati dell’Unione Europea per gestire gli arrivi alle frontiere e le richieste di protezione internazionale. Le novità sono tante tra cui navigare: tra le più rilevanti ci sono sicuramente lo screening alle frontiere e nuove procedure per l’esame di alcune domande di asilo. Un nuovo sistema all’entrata, ancora più serrato. Ma cosa significa concretamente per una persona che arriva in Italia?

Lo screening alla frontiera

Come dicevamo, una delle principali novità riguarda ciò che può accadere nelle prime fasi successive all’arrivo. Per alcune persone che arrivano alle frontiere esterne dell’Unione Europea senza soddisfare le condizioni previste per l’ingresso, può essere effettuato uno screening preliminare. Appunto, è un esame che viene effettuato ancora prima della domanda di asilo: non si tratta ancora dell’esame vero e proprio della domanda di asilo. È una fase precedente, durante la quale le autorità hanno la possibilità di raccogliere una serie di informazioni utili a stabilire quale procedura dovrà essere applicata successivamente.

Durante lo screening possono essere effettuati diversi accertamenti, tra cui:

  • identificazione della persona e controllo dei documenti;
  • raccolta e verifica dei dati biometrici;
  • controlli relativi alla sicurezza;
  • valutazioni preliminari delle condizioni di salute;
  • individuazione di eventuali situazioni di vulnerabilità.

Cosa succede se una persona vuole chiedere asilo?

Lo screening non elimina il diritto di chiedere protezione internazionale. Non è un qualcosa che impedisce il fare la domanda d’asilo. Se una persona manifesta la volontà di chiedere asilo, la richiesta deve essere registrata secondo le procedure previste. Successivamente viene stabilito quale procedura utilizzare per esaminare la domanda. Ed è qui che entra in gioco un’altra importante novità: la procedura di asilo alla frontiera. In determinati casi previsti dalla normativa, la domanda può essere esaminata direttamente alla frontiera prima che la persona venga autorizzata a entrare nel territorio secondo la procedura ordinaria. Questo sistema punta a rendere più rapida la valutazione di alcune domande, ma introduce anche un meccanismo più complesso, nel quale diventa fondamentale comprendere quale procedura sia stata applicata e quali siano i propri diritti.

Tutte le persone che arrivano seguono questa procedura?

No. È importante evitare una semplificazione e generalizzazioni: non tutte le persone migranti che arrivano in Italia vengono automaticamente sottoposte alla stessa procedura e non tutte le domande di protezione internazionale vengono esaminate alla frontiera. La procedura applicabile dipende da diversi elementi e dalla situazione individuale della persona, oltre che dai casi espressamente individuati dalla normativa europea. Allo stesso modo, parlare di procedure alla frontiera non significa che ogni persona che arriva venga automaticamente trattenuta. Sono quindi fondamentali le garanzie previste dalla normativa, la valutazione delle vulnerabilità e l’accesso alle informazioni sui propri diritti.

Hai un dubbio? Puoi chiedere a Sportellino

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informative e non sostituiscono l’assistenza legale o la valutazione del singolo caso.

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